Sergio Ferrarini
La mia famiglia avrebbe voluto che io scegliessi una
scuola ad indirizzo tecnico, ad esempio ragioneria, ma io avevo deciso
di diventare cuoco come l papà del mio compagno di giochi!
Con
caparbietà e costanza convinsi la mia famiglia a d iscrivermi alla
scuola alberghiera che distava 100 km dalla mia città di residenza.
Ricordo ancora le levatacce per prendere il treno e la stanchezza del
ritorno, ma oggi posso dire che i sacrifici affrontati sono stati
ampliamente ripagati dalla soddisfazione che procura l'esercitare il
difficile mestiere del "far cucina per gli altri". Difficile perchè non
occorre solo passione, curiosità e apertura mentale al nuovo, ma è
necessario applicarsi con dedizione, tenersi sempre aggiornati, avere
la piena conoscenza delle materie prime, provare e riprovare lo stesso
piatto più volte alla ricerca della perfezione sempre perfettibile. E a
ciò si aggiunga l'attenzione e la cura verso i propri collaboratori:
nella cucina di un ristorante è necessario creare un buon clima per
ottenere una squadra affiatata, pronta ogni giorno a scendere in campo.
E in ultimo occorre la capacità di saper ascoltare il cliente, con
umiltà, di percepire gli umori e il grado di soddisfazione, anche
quello non espresso a parole, soltanto leggendo i volti delle persone
in sala.
Con questo sito vorrei far conoscere qualcosa di me, i momenti più belli e le ricette migliori.
Buona navigazione.
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